OPINIONI SUL TEV a cura di Paolo Prandoni

Terapia anticoagulante del tromboembolismo venoso. Da Mc Lean ai giorni nostri

Di | 19 Dicembre 2025 | 0
Ultima modifica: 22 Dicembre 2025

Era il 1916 quando William Howel, direttore dell’istituto di Fisiologia della John Hopkins University di Baltimora, incaricò uno studente di Medicina di origine scozzese, Jay Mc Lean, di estrarre dal fegato di cane una sostanza che si supponeva di natura tromboplastinica. In realtà si rivelò una sostanza che rendeva il sangue incoagulabile.

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Da Madrid: i sette fratelli dell’ESC 2025

Di | 12 Settembre 2025 | 0
Ultima modifica: 28 Settembre 2025

Si è da poco concluso l’annuale congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC), nel corso della quale sono stati presentati, e contestualmente pubblicati nelle maggiori riviste internazionali della Medicina Clinica, i risultati di ben sette contributi dedicati alla gestione, prevenzione e cura di affezioni cardiovascolari con particolare riferimento al valore ed ai limiti di provvedimenti antitrombotici. Dato il potenziale interesse per i cultori della Medicina Vascolare e la rilevanza delle implicazioni per la pratica clinica quotidiana, vediamo di farne un rapido riepilogo.

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Impatto del sesso femminile sul rischio di emorragia in soggetti con tromboembolismo venoso

Di | 3 Settembre 2025 | 0
Ultima modifica: 4 Settembre 2025

Una recente analisi del registro internazionale GARFIELD VTE ha rilevato significative differenze tra sesso femminile e maschile nel rischio di complicanze emorragiche in corso di terapia anticoagulante, evidenziando l'importanza di un approccio personalizzato nella gestione del TEV, soprattutto per quanto riguarda la durata della terapia.

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Dosi preventive di apixaban per la prevenzione estesa del TEV in soggetti con TEV provocato in presenza di fattori persistenti di rischio

Di | 3 Settembre 2025 | 0
Ultima modifica: 4 Settembre 2025

È sufficiente classificare un evento di tromboembolismo venoso come “provocato” per sospendere l’anticoagulazione dopo un primo periodo di trattamento? Lo studio HI PRO appena pubblicato sul NEJM evidenzia l’importanza di approfondire i fattori di rischio per recidiva persistenti, anche se minori, perché possono fare la differenza, soprattutto se molteplici.

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